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Solbiate Olona
Un problema vasche esiste e al riguardo circola "qualche imprecisione di troppo"
Dopo mesi di latitanza, i segnali dall'Amministrazione al di fuori delle dichiarazioni di circostanza lasciano speranze a un confronto

26 Febbraio 2015 - Tra di loro albergheranno anche Imbroglioni informatici, Mascalzoni di bassa lega, Tendenti all'imbroglio, secondo quanto sentenziato dalla Voce Solbiatese, eppure è probabilmente grazie anche agli oltre 700 iscritti al Gruppo Facebook Salviamo il pratone di Solbiate se dopo mesi di silenzi o frasi stizzite di circostanza, l'Amministrazione di Solbiate Olona ha deciso di uscire allo scoperto.

Gli spazi di manovra sembrano sempre restare minuscoli. Le ultime notizie istituzionali vanno sempre e soltanto in direzione di una difesa a oltranza del proprio operato e nello scaricare qualsiasi forma di responsabilità ad altri, preferibilmente le precedenti Amministrazioni nonostante siano ormai passati sei anni, ma il fatto che non si assista più a un monologo sull'argomento indica che qualcosa si muove.

Il primo segnale è arrivato subito dopo la rapida crescita di adesioni al Gruppo Facebook. Dove mesi di inviti avanzati da minoranze, media e altri desiderosi anche solo di saperne di più non hanno sortito alcun effetto, sembra lecito pensare sia riuscito a ottenere un primo risultato proprio il social network. Nonostante la scarsa attitudine al confronto pubblico mostrata anche in occasione del duro messaggio con il quale la Pagina della Voce Solbiatese è tornata viva dopo lungo tempo, la lunga serie di proteste ha prodotto almeno la convocazione di una conferenza stampa prevista per la giornata di venerdì 27 febbraio, con oggetto un neutro: Progetto vasche per la raccolta delle acque in Valle.

Nel frattempo però, il Sindaco Luigi Melis ha voluto in qualche modo aprirsi la strada, cercando il consenso popolare attraverso uno strumento più tradizionale, un manifesto pubblico affisso in tutta fretta per le strade del paese nella mattinata di oggi. Al di là di contenuti sempre abbondantemente avulsi dalla realtà, si fa certamente apprezzare l'utilizzo di toni molto meno duri rispetto a quelli sinora impiegati anche nelle dichiarazioni alla stampa disposta a riportare per esteso qualsiasi tipo di dichiarazione senza effettuare verifiche.

Nell'occasione si parla infatti di "abbiamo sentito circolare qualche imprecisione di troppo". Toni diametralmente opposti alle minacce di denuncia utilizzate come apripista a una inusuale sequenza di insulti, anche se la sostanza successiva non ammette passi indietro. Dopo aver sempre richiamato l'obbligo regionale all'intervento datato 2006, acquista importanza il concetto di progetto preliminare. Anche se mai espressamente indicato, volendo essere ottimisti un timido segnale di considerare l'eventualità di ascoltare osservazioni. Qualche dubbio sembra invece lecito avanzare sul fatto che tale progetto preliminare sia stato a suo tempo condiviso e votato da tutti.

Quello che proprio stona con la realtà è però la volontà di insistere sul fatto che si tratti di un progetto "di assoluta novità perché doveva coniugare l'obbligatorietà dell'intervento previsto dalla Regione con la salvaguardia dell'ambiente, con soluzioni che fossero tra le più moderne e innovative e impieganti prevalentemente materiali naturali". Insistere sul concetto di novità di fronte alla distruzione del luogo storico per eccellenza del paese, con vasche per acque di scarico con un'opera a base di cemento, teli e barriere, resta sempre un azzardo nella migliore delle ipotesi. Soprattutto, quando si insiste nel paragone con l'esatto contrario realizzato a Gorla Maggiore per affrontare lo stesso problema. Il tutto portato ai limiti del paradossale dall'introduzione "uno dei punti del programma di quest'Amministrazione è sempre stato quello di non consentire la manomissione o lo stravolgimento del territorio", sulla quale è meglio soprassedere solo per non voler infierire.

Per chi non intendesse arrendersi passivamente all'idea di veder scomparire il Prato del Cotonificio, almeno a parole si apre comunque qualche spiraglio. Non tanto per la possibilità, annunciata quasi come concessione, di consultare i relativi documenti, peraltro più volte segnalata da queste pagine e da altri canali di informazione da mesi. Quanto per la speranza di ottenere un incontro pubblico sul tema, contando sull'espresso invito "Il progetto peraltro è da considerarsi preliminare nel senso che, almeno fino alla sua presentazione, è aperto a qualsiasi ragionevole contributo". Sperando di aver maggiore fortuna della minoranza quando ha chiesto inutilmente il passaggio in Commissione Ecologia, un'occasione da non perdere, anche solo per mettere alla prova le reali intenzioni.

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