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Solbiate Olona
Un'ondata di insulti pronta a travolgere chi osa opporsi alle vasche
Due persone aggiunte per sbaglio a un Gruppo Facebook provocano una reazione scomposta della maggioranza

24 Febbraio 2015 - Nel pieno rispetto della tendenza ad amministrare il paese con atteggiamenti dal tono più autoritario che autorevole, non appena la discussione intorno al progetto delle vasche di raccolta delle acque fognarie a Solbiate Olona ha preso corpo, prontamente la decisione di un attacco frontale da parte dell'Amministrazione ha avuto la meglio sulla disponibilità ad ascoltare pareri diversi.

Fattore scatenante di quello che da come è stato trattato viene quasi da interpretare quale delitto di lesa maestà, è nient'altro che Facebook, considerato alla stregua di uno strumento sovversivo. Da qualche giorno infatti, sul social network è stato aperto un Gruppo in difesa del Prato del Cotonificio, il luogo scelto per la realizzazione del progetto, per oltre mezzo secolo sede storica del Ciclocross di Solbiate, gara di portata internazionale, e attualmente sede di numerose iniziative, prima tra tutte Girinvalle, oltre che passaggio della Pista Ciclopedonale della Valle Olona.

In pochi giorni, il Gruppo ha raccolto adesioni ben oltre le migliori attese dei fondatori, arrivando nel giro di una settimana a superare le seicento unità, tutti con l'obiettivo comune di capirne di più su un progetto alla fine valutato in tanti modi, nessuno dei quali in ottica di benefici alla Valle Olona nel suo insieme. Facile immaginare quindi, come una situazione del genere sia risultata poco gradita a chi invece il progetto lo sostiene con tutte le proprie energie.

Uno spunto ideale per rilanciare le accuse è stato individuato nel curriculum del fondatore del gruppo, Stefano Catone, da tempo politicamente impegnato nella minoranza a livello locale, con la lista Una Buona Idea, e più di recente attivo nel PD a livello nazionale. La sua colpa, e quella di alcuni altri firmatari del Gruppo, senza alcun riferimento politico, aver aggiunto alcuni contatti personali. L'operazione di per sè non rappresenta in alcun modo una seppur minima forma di torto, fa parte infatti dei meccanismi naturali di Facebook. Il problema è che tra questi si sono trovati anche un paio di membri della maggioranza in Consiglio Comunale, quindi necessariamente schierati a favore del progetto.

La reazione non è tuttavia arrivata subito. Sono infatti stati necessari un paio di giorni, alla luce dei fatti il tempo necessario a redigere un testo considerato abbastanza efficace, prima di assistere a un attacco senza mezzi termini. Nel documento diffuso dalla Voce Solbiatese infatti, non si è esitato a definire Imbroglioni informatici, i colpevoli di aver aggiunto, da questo personale punto di vista in modo non autorizzato, due partecipanti su un totale nel frattempo salito a quota 700, vale a dire lo 0,2%. Abbastanza, per condannare anche tutti gli altri.

Secondo i seguaci del Sindaco Luigi Melis, ce n'è comunque abbastanza per lasciarsi andare senza tanti giri di parole. Il messaggio prosegue infatti definendo l'operazione "mascalzonate di bassa lega", spingendosi subito dopo ben oltre, evidenziano il "rischio concreto di eventuali querele in nome anche della privacy violata". Tutto per aver utilizzato uno dei capisaldi di un qualsiasi social network. Lo stesso che permette a chiunque di togliersi da Pagine o Gruppi dove iscritto in mancanza di consenso o dopo aver cambiato idea, senza scomodare dichiarazioni ufficiali, semplicemente con un click del mouse. Fermo restando la possibilità di esprimere liberamente anche il proprio dissenso.

La furia cieca di fronte a un'opposizione cresciuta oltre ogni previsione, ha indotto ad andare oltre. Nel messaggio riportato sulla Pagina della Voce Solbiatese (a oggi, forte di 84 Mi Piace), si intende dimostrare l'inconsistenza degli oppositori in modo tutt'altro che modesto e amichevole. "La tendenza all'imbroglio di certa gente è così forte che non hanno nemmeno il coraggio di ammettere che la nostra Amministrazione sulle vasche sta cercando di adottare un progetto che è ritenuto all'avanguardia dal punto di vista ambientale". Non appare irrilevante sottolineare come tale progetto definito all'avanguardia (al momento non è lecito conoscere da chi), come indicato precedentemente nel testo, risale al 2006, quando il Parco dell'Acqua di Gorla Maggiore con il quale vien poco rispettosamente confrontato a oltranza, non esisteva neppure sulla carta.

Come se non bastasse, subito dopo viene sottolineato come "Il progetto è di tipo preliminare, nel senso che chi ha proposte sensate da fare in proposito si faccia pure avanti". Chi l'ha fatto, TG Solbiate di Novembre 2015 e la minoranza in Consiglio Comunale con la richiesta di poter discuterne collegialmente in Commissione Ecologia, si è visto rimbalzare, con toni non molto distanti da quelli sfoggiati in questa occasione. Nella migliore delle ipotesi, accusando di faziosità

La foga di scagliarsi contro questi personaggi giudicati così pericolosi per la società, ha indotto a rimuovere ogni freno nell'uso dei termini. Bastano infatti poche righe per arrivare a una sentenza non particolarmente amichevole: "Di questo modo di fare da truffatori siamo abbastanza nauseati; un'opposizione politica che deve ricorrere all'infamia anonima via Internet per cercare di sminuire la figura del Sindaco e della nostra parte politica è delinquenziale". Caso mai qualcuno avanzasse dei dubbi, si tratta degli stessi che poche righe prima minacciavano querele in nome della privacy su un social network.

Se i toni non fossero così accesi, dalla frase di chiusura verrebbe quasi da pensare a una discreta presa in giro, quella che invece stanno subendo centinaia di persone a cui sta a cuore l'argomento, contro i 4 Mi Piace raccolti da questa pesante missiva. Per assurdo si legge infatti, "La stima e il rispetto dei cittadini lo si guadagna facendo e non distruggendo anche il buono, per bassi scopi politici perché i cittadini non sono stupidi". Sorvolando sulla casualità della punteggiatura, per fortuna, se i cittadini non sono stupidi, dovrebbero essere in grado di capire la differenza tra costruire un'opera insensata e distruggere la storia di un paese. A questo punto, i fumi dell'odio devono aver confuso le idee, se è vero che si legge anche un "Noi andremo avanti per la nostra strada, tenendo loro in mente e non certo voi". Sembra proprio che si Amministrerà Solbiate Olona senza pensare ai sostenitori della Voce Solbiatese, a cui è rivolto il messaggio.

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