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Solbiate Olona
Una verità istituzionale limpida, come l'acqua delle vasche
L'analisi dei fatti in risposta alla volontà di screditare chiunque osi criticare l'operato dell'Amministrazione

16 Febbraio 2015 - Dopo un periodo di relativo silenzio, si stanno improvvisamente alzando i toni a Solbiate Olona intorno alla vicenda proposta lo scorso novembre dal TG Solbiate, delle vasche di raccolta per le acque della rete fognaria, la cui realizzazione è prevista nel Prato del Cotonificio, l'area in Valle Olona a ridosso della Pista ciclopedonale e sede storica dell'appuntamento con il Ciclocross di Solbiate. Soprattutto, i toni si stanno inasprendo, sotto la spinta di richieste di ridiscutere il progetto avanzate da più parti, anche su Facebook. In risposta, il totale irrigidimento da parte dell'Amministrazione, disposta solo a rilasciare dichiarazioni ai canali di informazione pronti a riportarne per intero le dichiarazioni senza curarsi di verificarle.

Una situazione, dove chiunque osi avanzare qualsiasi sorta di perplessità sull'operato della Giunta, si trova bersaglio di attacchi senza particolari scrupoli, e dove cresce la sensazione di un paese nel quale amministrare venga interpretato come comandare. Sulla falsariga di quanto avvenuto negli ultimi anni, con attacchi, anche personali, mai supportati da prove, ora al centro del mirino c'è chi prova anche solo a invita a discutere pubblicamente un progetto destinato a mutare l'assetto del paese, cancellarne la storia e comprometterne l'equilibrio ambientale.

Appare quindi utile mettere a confronto le ultime dichiarazioni e i più recenti passaggi del progetto, con la realtà verificabile da chiunque. Prima di tutto, l'affermazione ripetuta ormai a oltranza secondo cui è l'Europa a chiedere di realizzare l'opera. E' vero semmai che l'UE ha chiesto di migliorare lo stato delle acque dell'Olona. E' altrettanto vero che esiste una scadenza, ma è anche vero che tale scadenza è stata rinviata a dopo il 2020 e quindi l'urgenza non appare così marcata. Si parla comunque di interventi su tutto l'asse del fiume, non di un intervento isolato e fuori dal coro, dai benefici complessivi tutti da verificare. Inoltre, come emerso dalla serie di incontri sul tema degli ultimi anni, anche alla presenza dell'Amministrazione solbiatese, la vera priorità è adeguare la rete del collettore e ammodernare i depuratori.

Sin dalle prime fasi in cui il progetto è stato reso pubblico con la diffusione sul sito Web di Solbiate Olona della documentazione tecnica, sono apparse evidenti diverse contraddizioni. Prima di tutto, una marcata incongruenza anche con il contesto oltre alla natura, seguita a breve dalla tendenza da parte dell'Amministrazione di parlarne con cognizione di causa prossima allo zero.

Una prima osservazione, frutto dello stupore iniziale, era infatti semplicemente orientata a far presente come il prato in questione fosse, per parola degli stessi solbiatesi, la storia del paese, vale a dire il terreno decennale di confronto per i ciclocrossisti di fama mondiale. La risposta, è stata che il progetto non avrebbe compromesso il Ciclocross, senza tuttavia illustrare come. E' tornata alla mente la dichiarazione del 2013 secondo cui sul tracciato dovevano partire opere di compensazione di Pedemontana, i cui documenti ufficiali invece rimandavano a dopo la seconda parte del 2014. La situazione reale è sotto gli occhi di tutti.

Subito dopo, a chi ha osato ipotizzare come un'opera del genere così in vista non fosse il biglietto da visita ideale per entrare a Solbiate Olona da una Valle Olona sulla quale tutti gli altri Comuni investono per il recupero, è stato ribattuto "Sarà all'avanguardia. Simile, ma più completa dell'impianto tanto elogiato a Gorla Maggiore". Lasciando il giudizio alle immagini, da una parte una grande area con impianto sperimentale di fitodepurazione in un contesto totalmente naturale e curato in ogni dettaglio, dall'altra vasche in cemento destinate a contenere acque fognarie, per le quali abbattere un filare di pioppi e compromettere il transito lungo la pista ciclopedonale.

Il meglio in termini di fantasia si è però toccato di fronte all'osservazione di non poter più usufruire del prato in occasione di feste o altri appuntamenti, a partire da Girinvalle. Prontamente, è arrivata la rassicurazione che le vasche sarebbero state ricoperte da un prato, diventando quindi di fatto un terrazzo pensile. Non sono ancora stati resi noti i rivoluzionari aspetti ingegneristici utili a rendere possibile l'opera.

Un'altra proposta, chiedeva di prendere in considerazione l'eventualità almeno di spostare il progetto nel prato adiacente. Trattasi di proprietà privata, il cui acquisto è stato stimato da un perito nell'ordine di 25mila euro, stima peraltro abbastanza prudente. Seccata la replica, di non voler aggravare i costi dell'opera. Considerato il preventivo di 1,4 milioni di euro, si parla di una variazione dell'1,8%, irrisoria rispetto alle modifiche in corso d'opera presenti nel cento per cento del progetti di questa portata.

Forse anche per questo, subito dopo è arrivata la sentenza inappellabile basata sull'affermazione che il collettore passa nel Prato del Cotonificio e di conseguenza andrebbe spostato, con costi, allora sì, importanti. Chiunque sia passato da quelle parti almeno una volta guardandosi intorno, avrà potuto notare uno sfiato del collettore esattamente sulla piccola cresta che separa i due prati in questione.

In questo caso però, ci si è voluti superare. "E' in quel prato che la fognatura comunale sfocia ed è sempre lì che l'Olona abitualmente esce dagli argini. L'opera andrebbe a risolvere due situazioni". Per fortuna, non risulta che la fogna sfoci in un prato. Soprattutto, in occasione di piogge abbondanti, uscire dagli argini in quel tratto non crea problemi e impedisce che succeda in zone più abitate. E proprio la presenza del muro di tre metri scaricherà e amplificherà il problema a valle. Per completare l'opera di disinformazione, ecco apparire immagini 3D piene di verde, dove anche l'acqua dell'Olona appare di un azzurro cielo. La stessa tonalità, appunto, usata per disegnare le vasche. Con tanto di pali di recinzione troppo facili da scambiare con alberi per sembrare casuali.

Quando tutto questo non dovesse bastare, c'è una dichiarazione sempre pronta, "E' il frutto dell'invidia da parte di chi ha rovinosamente perso le elezioni e cerca di screditare me e la mia amministrazione". Da questo momento, ufficialmente destinata anche a queste pagine.

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