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Solbiate Olona
Passato e futuro della Valle infangati da un ingrato destino
I dettagli sul progetto della vasche di troppo pieno svelano un intervento fuori da ogni logica. Quasi fosse una dimostrazione di forza

18 Novembre 2014 - Se dalla delibera di Giunta era lecito diventare sospettosi riguardo il progetto per la realizzazione di vasche di troppo pieno a Solbiate Olona, l'analisi delle tavole di progetto autorizza un vero proprio terrore per quella che appare un'opera di portata distruttiva sia per il prato del Cotonificio, storica sede del Ciclocross di Solbiate, sia per la fruibilità della zona a partire dalla Pista ciclopedonale. Oltre a condannare a morte certa la manifestazione ciclistica internazionale, stroncando sul nascere ogni tentativo del G.S.Solbiatese di riprendere quota, grossi problemi si prospettano all'orizzonte per Girinvalle e soprattutto per la sopravvivenza del tracciato che unisce Castellanza a Castiglione Olona lungo il fondovalle, realizzato a spese della provincia di Varese.

Dall'insieme, nell'occasione l'Amministrazione locale alimenta il sospetto di un insolito connubio di scarsissima conoscenza del territorio e delle abitudini del paese da una parte, e dall'altra una buona dose di supponenza, l'elemento che con buona probabilità sancirà proprio la condanna a morte del luogo scelto nonostante tante controindicazioni palesi, anche solo per una pura dimostrazione di forza. A rimetterci, ancora una volta sarà la Valle Olona, chi la vive giorno per giorno e chi la ama.

Nonostante quanto dichiarato ufficialmente con un apparente superficialità, l'esame della planimetria rivela infatti un intervento di natura completamente opposta al bellissimo Parco dell'acqua di Gorla Maggiore e di portata tale da rivelarsi un vero e proprio stravolgimento della geografia locale. Come rivela una ricostruzione 3D proposta da TG Solbiate ed effettuata seguendo scrupolosamente le tavole depositate presso l'Ufficio tecnico del Comune, ogni centimetro del prato attuale compreso tra la via Calvi e la pista ciclopedonale sia destinato a essere sfruttato per la realizzazione delle due vasche. Una più piccola per le acque di prima pioggia e una seconda molto più estesa per la raccolta delle eccedenze. Al contrario della fitodepurazione, si tratta di acque fangose e sporche. provenienti dalle strade e dalle abitazioni

Inoltre, la planimetria indica una profondità massima di scavo pari a quattro metri e mezzo sotto la superficie attuale e un'estensione tale da arrivare a ridosso del percorso riservato a pedoni e ciclisti. Come se non bastasse, al fine di realizzare un argine, la strada verrà rialzata di circa tre metri. Vale a dire, un'altezza massima di oltre sette metri tra il fondo e il passaggio di persone, ammesso che il tratto rimanga transitabile. Dal disegno inoltre, si deduce che sarà abbattuto il filare di pioppi lungo il perimetro del tracciato realizzato dalla Provincia di Varese.

Un altro elemento da considerare è la necessità di prevedere un telo impermeabile sul fondo dell'invaso. Prima di tutto, indica la consapevolezza che si tratti di acque tutt'altro che pure, quindi portatrici di odori, fanghi e insetti, soprattutto nelle giornate di sole successive alle piogge. Inoltre, rende necessario prevedere una protezione lunga quasi trecento metri, abbastanza alta e impenetrabile per evitare il pericolo di cadere nella vasca a seguito di incidenti o imprudenze.

Considerando come lo stesso prato sia già zona naturale di spaglio per le piene dell'Olona, sembra inoltre lecito domandarsi cosa succederà quando le acque in arrivo dal paese si sommeranno a quelle del fiume nello stesso luogo. Rispetto a quanto accade attualmente infatti, verrà impedito il naturale riassorbimento del terreno, mettendo quindi a rischio per lungo tempo la percorribilità e la sicurezza della pista ciclopedonale. Non del tutto secondario appare anche constatare come le acque di spaglio saranno di conseguenza costrette a cercare spazio sulla sponda opposta. Coincidenza vuole che si tratti di terreni privati, appartenenti a due soggetti con il quali l'Amministrazione ha da anni intrapreso una guerra dagli aspetti molto personali e poco istituzionali.

Le maggiori perplessità su come è concepito attualmente il progetto riguardano però la presenza a pochi metri di un altro prato, altrettanto esteso e con caratteristiche simili, ma molto più defilato e a distanza di sicurezza dal passaggio delle persone. Fattore non trascurabile, utile anche per non offrire all'ingresso di Solbiate olona dalla Valle quel biglietto da visita tutt'altro che accogliente di due pozze maleodoranti e antiestetiche. Meglio nascosta da una vegetazione più fitta, l'area in questione presenta come unico ostacolo il fatto di essere quasi tutta proprietà privata, a differenza del prato del Cotonificio, acquistato dal Comune una decina di anni fa con l'intento di preservarlo a beneficio del Ciclocross, ma anche di ogni altra iniziativa proposta dalle Associazioni locali. Si tratta infatti dell'unica area pubblica in Valle fruibile per eventi all'aperto, come per esempio Girinvalle, che dovrebbero quindi cercare spazi altrove. Nel caso, addio anche al progetto già pronto di un percorso permanente per ciclocross e Mtb. Riguardo l'area proposta come alternativa inoltre, nel contesto di un progetto il cui valore è indicato in 1,2 milioni di euro, secondo la stima effettuata da un perito il valore del terreno privato da acquistare si aggira intorno ai ventimila euro. Una quota quindi pienamente sostenibile nel contesto.

Tra i numerosi riscontri in merito raccolti dai frequentatori della pista ciclopedonale e dagli abitanti di Solbiate Olona, spiccano grande preoccupazione nel caso il progetto proseguisse su queste premesse e perplessità sul pesante impatto per la fruibilità della Valle stessa. Infine, non è secondario sottolineare come al momento nessuno dei paesi limitrofi risulti intenzionato a eseguire interventi simili, con un impatto quindi trascurabile sulla qualità delle acque del fiume e invece ben più importante sulle casse comunali.

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