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Solbiate Olona
Già con l'acqua alla gola, il Ciclocross è sotto tiro di un siluro
Sul futuro della storica manifestazione incombe un discutibile progetto per lo scarico delle acque piovane

23 Ottobre 2014 - "Per due cose Solbiate Olona è conosciuta nel mondo. La prima, legata ormai alla storia del secolo scorso, è il Cotonificio Ponti, vero e proprio pilastro dell'economia locale e fulcro della vita sociale. La seconda è il Ciclocross della Befana, l'appuntamento del sei gennaio grazie al quale sportivi di buona parte dell'Europa ancora ricordano con sorprendente piacere quelle giornate fredde e umide, spesso fangose, trascorse lungo le vie del paese e lo storico Prato del Cotonificio. Diventato proprietà comunale una decina di anni fa, proprio nell'intento di salvaguardare l'importanza del luogo, lo scorso gennaio questo tesoro locale per la prima volta dopo anni non ha potuto essere teatro di questo spettacolo sempre apprezzato. Senza entrare nel merito delle ragioni alla base di tutto ciò, ora il rischio è che l'edizione 2013 del Ciclocross di Solbiate resti agli annali come l'ultima in assoluto".

Attraverso queste parole, il neonato TG Solbiate lancia un'allarme inaspettato per il principale simbolo del paese. Un allarme concreto, legato a un progetto già depositato negli uffici comunali, pronto a compiere un vero e proprio sfregio alla storia locale. Per quanto ancora tutte da verificare, e non facili considerato dove hanno portato le prima indagini, le motivazioni rendono la questione ancora più sgradevole, marciando spedite in direzione di questioni del tutto personali, quasi come apparisse una sorta di dimostrazione di forza.

Il progetto in questione è legato a una Delibera di Giunta Comunale che lascia pochi dubbi. L'atto GC/110/2014 del Registro delle deliberazioni, liberamente consultabile in Municipio da chiunque volesse appurare di persona la situazione, parla infatti di Progetto preliminare lavori di adeguamento sfioratori comunali. Approvazione preliminare all'indizione della conferenza servizi. Fermo restando l'utilità dell'intervento prospettato, volto a migliorare la gestione delle acque reflue del paese, a lasciare molto perplessi sono le modalità di realizzazione, praticamente nascoste e dalle quali scaturisce appunto una condanna a morte definitiva per il Ciclocross.

In pratica, si tratta di realizzare delle vasche di troppo pieno, vale a dire invasi utili a controllare gli effetti delle piogge abbondanti e i relativi scarichi in arrivo dal centro abitato. Il luogo scelto per la realizzazione delle due vasche è proprio il Prato del Cotonificio, vale a dire la storia di Solbiate Olona. La constatazione arriva dall'esame degli elaborati grafici, non asportabili ma anch'essi visibili in Comune su richiesta.

Per tanti probabilmente la vicenda non solleva particolari emozioni. Per i molti abitanti del paese legati alle proprie origini e tradizioni, facile invece prevedere l'emergere di un misto di rabbia, sconforto e incredulità. Il silenzio nel quale fino a oggi è sta portato avanti il progetto alimenta il sospetto si possa trattare di qualcosa di più di una scelta ponderata, considerando come nel giro di pochi anni il G.S.Solbiatese e tutto quanto vi ruota intorno, Ciclocross compreso, sia passato da orgoglio di Solbiate Olona a realtà scomoda e vittima predestinata.

Due osservazioni importanti al riguardo a sostegno di questa ipotesi, senza per il momento avere materiale sufficiente per addentrarsi in bilanci contabili tutti da verificare. La prima è la presenza, a pochi metri dal prato in questione di un'altra area, simile per estensione e caratteristiche, altrettanto idonea a un progetto di questo tipo. E' vero che si tratta di una superficie privata, ma la cui disponibilità alla cessione è stata già espressa più volte e il cui costo sarebbe irrilevante nel contesto del progetto. Si parla infatti di poche migliaia di euro a fronte di oltre un milione di euro. Il progetto inoltre, si scontra in maniera netta con le affermazioni più volte ribadite dall'Amministrazione di Solbiate Olona, di voler tutelare il contesto naturale della Valle Olona e dello stesso Ciclocross. Lo stesso pretesto a cui ci si è appellati per giustificare pochi mesi fa un intervento distruttivo all'interno di una proprietà privata del fondovalle, alla presunta ricerca (andata a vuoto) di amianto, dietro segnalazione di una persona difficile da definire neutrale.

Infine, sempre nell'ambito di una volontà di difesa della Valle Olona tutta da dimostrare, l'opera metterebbe a serio rischio il tratto di pista ciclopedonale, o perlomeno penalizzerebbe il contesto, con il relativo filare di pioppi ormai diventato caratteristico, vanificando un importante investimento della Provincia di Varese. Il tutto, non va dimenticato, proprio nel tanto decantato anno 2014 dove Solbiate Olona è Paese europeo dello sport.

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