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Cassano Magnago
La tecnoautostrada rompe il ghiaccio
Cerimonia in grande stile per inaugurare il cantiere della Pedemontana

8 Febbraio 2010 - Era il 1924 quando a Cassano Magnago venne installato uno dei cantieri principali della prima autostrada in Europa. Da quel giorno, sull’A8 Milano-Varese il traffico è aumentato del 1.200%, rendendo ordinaria amministrazione rallentamenti e ingorghi. Già intorno agli Anni ‘50 veniva presa in considerazione l’ipotesi di realizzare una dorsale per il collegamento in area pedemontana tra Varese e Bergamo passando per Como e Lecco.

Dopo una serie, nutrita come in poche altre circostante, di rinvii, ripensamenti e revisioni di progetto, il 6 febbraio 2010, nella stesa area di Cassano Magnago è stato ufficialmente inaugurato un altro cantiere, sempre per un’autostrada, ma dalle caratteristiche completamente diverse. Non più un’arteria destinata ad accorciare le distanze tra luoghi diversi, ma un’infrastruttura valutata fondamentale per garantire la mobilità di persone e merci. Questo almeno quanto emerso dalla lunga serie di interventi in occasione della cerimonia di inaugurazione, in grande stile anche se non apparsa così sfarzosa come alcune fonti avevano accusato nei giorni precedenti, della nuova Autostrada Pedemontana.

“Ci sono voluti quarant’anni di lavori, ma oggi finalmente siamo qui per inaugurare il più grande sistema viabilistico lombardo – dichiara Salvatore Lombardo, Amministratore delegato di Autostrada Pedemontana Lombarda -. Siamo di fronte a una struttura concepita con sistemi innovativi e rispettosa dell’ambiente: una tecnoautostrada come è stata definita da alcuni autorevoli giornali”.

Se da una parte l’impatto sui territori attraversato sarà comunque di quelli importanti, destinati spesso a mutare in modo irreversibile scenari naturali di un certo pregio, almeno in fase progettuale gli sforzi per rendere l’opera meno invasiva possibile sono stati realizzati e l’impegno per conciliare il più possibile gli interessi di tutte le parti in causa non è stato lesinato. “Quando è stata creata CAL c’erano diverse incombenze, tra cui la necessità di trovare una soluzione alla riduzione di 1,5 miliardi di euro nel contributo statale – sottolinea Lombardo -. Dovevano gestire un progetto con elevati standard qualitativi; un progetto dal valore totale di quattro miliardi di euro nel quale sono previsti grandi interventi di compensazione ambientale, primo tra tutti una pista ciclabile di 90 Km”.

Nonostante l’ambientazione glaciale scelta come tema portante della giornata e la neve caduta il giorno prima, il clima tra i protagonisti nella grande tensostruttura dove non manca un adeguata selezione di invitati a supporto del consenso è denso di emozione. Tra tutti, il più emozionato è però colui che può essere considerato uno dei principali artefici della Pedemontana: “È giusto celebrare questo momento in modo solenne, perché oggi è un giorno di riscatto – dichiara Raffaele Cattaneo, Assessore alle Infrastrutture di Regione Lombardia -. Questa autostrada è il simbolo della fame disperata di un territorio dove fino a oggi ha regnato l’impossibilità di realizzare le opere, ma da oggi questo cambia”.

Un auspicato cambiamento del quale oggi si raccolgono i frutti, conclusione di un lavoro iniziato diversi anni fa: “Nel 1995, all’inizio del mio primo mandato, ho chiesto di recuperare da un cassetto dove era relegato da anni il progetto della Pedemontana – racconta Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia -. Un progetto che nessuno voleva, e da lì è partita la constatazione di dover realizzare un’opera con il consenso di tutti, ricucendo i rapporti con Comuni, Provincie, Enti Parco e cittadini e oggi questo consenso è esteso. Mi sento quindi in dovere di ringraziare anche tutti quei cittadini che hanno accettato il dialogo con noi e renderli partecipi di questa festa”.

Per realizzare l’opera, tutta all’interno della Regione dalla quale scaturisce il contributo di gran lunga maggiore al PIL nazionale, l’intervento statale è limitato al 25%. Il restante 75% è a carico di Regione e privati. Forse anche per questo però, nessuno nasconde il desiderio di sbilanciarsi circa i tempi di conclusione dei lavori: “Oggi posiamo la prima pietra, ma come mi piace ricordare, l’importante è la prima gomma – afferma Raffaele Cattaneo -, per la quale l’appuntamento è ad agosto 2013 sui primi lotti delle tangenziali di Como e Varese e il collegamento A8-A9”. La conclusione dell’intera opera è invece prevista per il dicembre 2014, compresi i secondi lotti delle tangenziali per i quali al momento non è ancora stato stanziato il finanziamento.

Con l’abbattimento di un simbolico muro di ghiaccio, la scommessa prende ufficialmente il via, accompagnata da un ultimo impegno solenne, rilanciato da una sfida ancora più difficile e ambiziosa di un progetto per il quale è servito mezzo secolo prima di concretizzarsi: “Voglio posizionare in timer ben visibile a coloro che transiteranno nei pressi del cantiere, così da offrire a tutti la possibilità di verificare se stiamo rispettando i tempi o meno – conclude Cattaneo -. Ma oggi mi assumo pubblicamente un impegno ancora più ambizioso: se avrò a disposizione altri cinque anni, metteremo a posto anche i treni dei pendolari in Lombardia”.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

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