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Fagnano Olona
Patti chiari lungo i binari della Valmorea
La Regione Lombardia disponibile al recupero, ma chiede ai Comuni proposte concrete

27 Gennaio 2010 - “I sogni non muoiono mai”. Con queste parole si chiude il libro La Ferrovia della Valmorea di recente presentato a Fagnano Olona e realizzato da Marco Baroni con Giorgio Cazzola. E “Sognare non costa nulla”, Aggiunge Baroni, Presidente dell’Associazione Amici della Ferrovia della Valmorea, in apertura del proprio intervento, prima di tutto da autentico appassionato della vecchia linea ferroviaria tra Castellanza e Mendrisio. A volte però, i sogni possono anche realizzarsi e, dopo anni di parole, promesse e smentite, oggi le possibilità che il treno a vapore possa spingersi a breve più a valle del capolinea attuale di Malnate sono concrete come mai in passato. Tutto questo grazie a un altro discorso, improntato alla massima chiarezza e concretezza, nel giorno stesso della presentazione del volume. Autore Raffaele Cattaneo, Assessore Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, ben disposto ad affrontare l’argomento senza retorica a condizione però di essere contraccambiato dai propri interlocutori, le Amministrazioni locali prima di tutto.

“Quando sono stato nominato Assessore mi sono assunto l’impegno di far ripartire i cantieri per le infrastrutture – esordisce Cattaneo -, e credo di essere riuscito a mantenere la parola con la Bre-Be-Mi, la Arcisate-Stabio, la Saronno-Seregno, il tunnel di Castellanza e a breve la Pedemontana”. In questo scenario esteso c’è però spazio anche per interventi più modesti, ma altrettanto importanti sotto il profilo del territorio e della storia: “In questi anni di mandato ho condiviso subito la necessità di ristabilire un collegamento ferroviario tra l’Asse del Sempione e la linea del Gottardo – aggiunge Cattaneo -, e anche se il progetto definitivo ci ha portato nella direzione della Arcisate-Stabio, questo non significa accantonare la possibilità di recuperare la Ferrovia della Valmorea. La scelta di un’altra direttrice per il traffico merci potrebbe addirittura rafforzare le possibilità di vedere i vagoni correre lungo i binari della Valle Olona e della Valle del Lanza secondo il progetto tanto caro agli Amici della Ferrovia della Valmorea: “Negli ultimi anni la Regione Lombardia ha scelto di scommettere sulla Valmorea a scopo turistico – sottolinea l’Assessore -. Fino a oggi ho preferito rimanere in disparte per non alimentare sospetti e illusioni, ma ora che i cantieri da Varese sono stati aperti, possiamo guardare anche alla Valmorea”.

D’altra parte, esempi di interventi analoghi non mancano, e non serve neppure andare troppo lontano: “Ho appena inaugurato il cantiere della Saronno-Seregno, e ho avuto modo di vedere cosa significa una linea abbandonata. Una linea oggi destinata a un recupero simile a quello cui può essere destinata la Valmorea”.

La possibilità di vedere finalmente realizzato un sogno coltivato per anni dai tanti appassionati del treno a vapore non deve però far dimenticare altri aspetti cruciali di un progetto di questo tipo, e non solo di natura economica: “Non parliamo solo di recuperare la memoria del passato. Se l’obiettivo è offrire un servizio passeggeri, allora non dobbiamo dimenticare che una ferrovia moderna deve avere almeno due binari e un servizio regolare, con relative infrastrutture, per merci e passeggeri”.

Da non sottovalutare quindi, il prezzo da pagare in termini di territorio prima di procedere con un eventuale progetto: “Alle Amministrazioni locali chiedo, se vogliono dare contenuto a una proposta, di tenere in considerazione anche l’eventuale impatto sul territorio che si troverebbero a dover pagare”.

Dalle parti del Pirellone non sono quindi passate inosservate le recenti discussioni aperte sull’eventualità del cosiddetto tram-treno, in pratica la possibilità di sfruttare il tracciato della Valmorea per un servizio passeggeri con capolinea a Castellanza. “Se veramente l’orientamento è in direzione di un rilancio più ampio del solo servizio turistico, allora ribadisco anche la necessità di condividere i sacrifici in termini di spazio e di soldi”.

Per la prima volta dopo diversi anni, sembrano quindi aprirsi prospettive concrete per il recupero della linea ferroviaria transfrontaliera. Oltre alla disponibilità, da quanto si è intuito, anche i fondi potrebbero non essere un ostacolo insormontabile. L’importante, è avere idee chiare e intenzioni serie, da parte di tutti i protagonisti: “Su questo nodo da sciogliere dobbiamo decidere al più presto cosa fare – conclude Raffaele Cattaneo -. Vorrei un giorno poter affermare quando iniziano i lavori, ma prima ho bisogno di sapere cosa volete voi”.

La prossima mossa spetta quindi ai Sindaci, chiamati a dimostrare la reale intenzione di marciare compatti verso un unico obiettivo anche lontano da telecamere ed elezioni, prendendo spunto dalla possibilità di poter realizzare un sogno di tanti e ricordando che il 2015, l’occasione più unica che rara, è dietro l’angolo.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

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